Dal sito dell’Aeronautica Militare:
Lunedรฌ 5 novembre, presso lโaeroporto militare di Trapani, sede del 37ยฐ Stormo dellโAeronautica Militare, alle ore 14.50 circa, un velivolo caccia F-16, in fase di atterraggio รจ entrato in collisione con alcuni volatili. Il pilota, in rientro da una missione esercitativa, รจ riuscito comunque ad impostare un atterraggio di emergenza. Durante la frenata, perรฒ, รจ stato impossibilitato a mantenere il controllo del velivolo e il caccia รจ quindi uscito di pista. Il pilota รจ riuscito ad eiettarsi, atterrando illeso con il paracadute. Il pilota รจ attualmente in osservazione presso lโinfermeria dello Stormo per i rituali controlli medici. A breve si recherร presso il locale ospedale per ulteriori accertamenti. Unโapposita commissione dellโAeronautica Militare investigherร per accertare le cause dellโincidente. Il caccia F-16, che non ha preso fuoco, si trova attualmente allโinterno del sedime a circa cinquanta metri dal bordo della pista. Non si sono verificati danni a persone o cose.
La notizia dell’incidente che ha coinvolto ilย caccia del 10ยฐ Gruppo e del positivo epilogo dello stessoย non fanno altro cheย confermare il rischio associato al birdstrike, ovvero alla collisione in volo tra velivoli ed uccelli. A parlare sono i numeri: negli ultimi 10 anni, l’Aeronautica ha perso 3 aerei (uno dei quali, un AMX-T, il 25 settembre scorso in Polonia), registrando qualcosa come 1.150 impatti, di cui 150 solo nello scorso anno, che si sono risolti con ammaccature, ingestioni, rotture di canopy, ecc. Ovviamente, il rischio del birdstrike coinvolge in maniera notevole iย velivoli militari: tutti, nelle fasi di decollo e atterraggio, ed in particolar modo i cacciabombardieri che nell’ambito delleย normali attivitร addestrative volano frequentementeย a bassa quota (dove la densitร dell’avifauna รจ maggiore) e ad alta velocitร . L’F-16 รจ un velivolo particolarmente vulnerabile al cosiddetto FOD (Foreign Object Damage,ย danno da oggetto esterno), categoria entro la qualeย ricadono non soltanto gli uccelli. Nel 2004,ย a pochi mesi dall’entrata in servizio conย l’AM del “Viper”, visitai la base di Cervia, perย un articolo sul 5ยฐ Stormo che fu pubblicato successivamenteย su Rivista Aeronautica. Nel corso di quella visita ebbi modo di discutere la problematica del FOD con un pilota del 23ยฐ Gruppo, il Cap. Fabio Masci, Ufficiale Sicurezza Volo di Stormo. Di seguito un estratto dell’articolo nel quale si analizzano i rischi causati dal FOD e dall’avifauna locale alle operazioni di volo degli F-16 di Cervia e le contromisure adottate:
“….. Sia il controllo intervolo che la BPO/Preflight prevedono unโaccurata ispezione anti-FOD (Foreign Object Damage). Durante questo controllo, lo specialista indossa una tuta bianca ed entra nella presa dโaria risalendo lungo il condotto fino a raggiungere il compressore del quale effettua unโispezione di tutta la parte visibile. Tutti i controlli vengono eseguiti seguendo dettagliatissime Job Guide in lingua inglese ed utilizzando solo gli arnesi che lo specialista puรฒ prelevare da una speciale โtrousseโ il cui contenuto รจ schedato e mantenuto sotto stretto controllo. Per evitare che un attrezzo sia dimenticato o smarrito in linea volo e abbia quindi buone probabilitร di essere risucchiato dalla presa ventrale dellโF-16 con danni catastrofici al motore, la โtrousseโ รจ custodita dal magazzino del GEA che provvede ad ispezionarne il contenuto sia in uscita che in entrata. Se uno specialista dovesse rompere la punta di un cacciavite durante il controllo ad un pannello del velivolo, dovrebbe riconsegnare sia il cacciavite che il frammento mancante. Inoltre, se la โtrousseโ dovesse essere riconsegnata senza una chiave inglese si procederebbe immediatamente alla sospensione dellโattivitร di volo, provvedimento che verrebbe revocato solo a fronte del ritrovamento dello strumento. Tuttavia, malgrado queste rigorose misure di sicurezza siano state introdotte con lโarrivo di un aereo particolarmente sensibile al FOD come lโF-16, la problematica dellโingestione nelle prese dโaria di oggetti estranei non รจ nuova per il 5ยฐ Stormo che ha iniziato ad affrontarla con particolare attenzione tre anni fa. Giร dal 2001, a titolo sperimentale con la flotta F-104 del 23ยฐ Gruppo, fu creato il Nucleo di Gestione FOD e Avifauna, un team che si proponeva di ridurre gli inconvenienti causati da FOD. Il Nucleo รจ composto da personale volontario e dipende dallโUfficio Sicurezza Volo. Come ci spiega lโUfficiale SV Cap. Fabio Masci, tre anni fa il 5ยฐ Stormo iniziรฒ unโindagine che aveva lo scopo di capire quali fossero le misure intraprese da forze armate occidentali, tra cui lโUSAF e la RAF, per contrastare il pericolo di ingestione nel motore di oggetti estranei e volatili, per poter valutare quali di queste potessero essere adattate alla realtร cervese. Per quanto riguarda il FOD causato dallโavifauna locale, allโinterno del Nucleo, รจ stata creata una Bird Control Troupe che dispone di una jeep dotata di altoparlanti che diffondono per lโaeroporto richiami tipici di pericolo per le specie che abitano nelle vicinanze della base. Scopo dei richiami รจ quello di impaurire i volatili dando loro la sensazione che lโaeroporto sia un luogo tuttโaltro che ospitale. Il sistema utilizzato dal Nucleo รจ lo Scarecrow di fabbricazione inglese che, utilizzato con tecniche che evitano lโassuefazione dei volatili e con alcune conoscenze basilari di ornitologia (abitudini delle varie specie, flussi migratori, ecc), ha permesso di ottenere eccellenti risultati, primo tra tutti quello di ridurre a zero il numero di birdstrike registrati dai velivoli di Stormo nellโultimo anno di F-104. Lo sforzo sostenuto dal Nucleo per sensibilizzare tutto il 5ยฐ Stormo alle problematiche FOD si รจ concretizzato con la pubblicazione di un opuscolo distribuito a tutto il personale di base dal titolo โPrevenire il FOD โฆ. dipende da te!โ. Inoltre, a rotazione, almeno una volta a settimana, tutti coloro che lavorano in base sono chiamati ad effettuare la cosiddetta FOD walk, ovvero la passeggiata lungo la pista alla ricerca di oggetti che potrebbero essere aspirati dal motore dei velivoli. Oltre alla lunga perlustrazione modello-portaerei, lo Stormo utilizza il FOD Boss, una rete metallica efficace anche in caso di pista bagnata che, trascinata da una spazzatrice alla velocitร di 50 Km/h, raccoglie tutti gli oggetti presenti sulla pista e sui raccordi e li deposita in unโarea apposita dove verranno successivamente prelevati. Infine, gli spazi attorno allโarea di manovra degli aerei sono stati riempiti di secchioni della spazzatura di colore giallo con la scritta nera ben visibile โFODโ in cui i piloti, gli specialisti e anche i visitatori sono invitati a gettare qualsiasi tipo di oggetto rinvenuto in terra.
LโF-16 รจ una sorta di aspirapolvere e malgrado si faccia la massima attenzione a non lasciare in terra nulla sui piazzali e sulla pista, accurati controlli sulle palette del primo stadio del compressore hanno dimostrato come qualcosa sfugga inevitabilmente sia al FOD Boss sia allโocchio umano e venga conseguentemente ingerito dalla presa dโaria ventrale del โViperโ.
Il potere aspirante dellโF-16 รจ tale che ad essere a rischio sono anche le persone entro un raggio di 8 metri da un โViperโ con motore acceso. Per precauzione, sui piazzali sono stati dipinti dei semicerchi di colore rosso che delimitano lโarea entro la quale si rischia di essere inghiottiti”.
Non รจ immune al problema l’Aviazione Civile, che a causa dei birdstrike ogni anno subisce danni stimati in 1,2 miliardi di dollari. Uno dei casi piรน recenti che ha visto coinvolti velivoli civili รจ avvenuto proprio a Fiumicino dove un B-767 della Delta, il 7 luglio scorso, ha investito uno stormo di gabbiani subito dopo il decollo subendo lo stallo di un motore e una notevole riduzione di potenza dell’altro (si parla del 20% di spinta).
Anche in ambito Aviazione Generale, il rischio birdstrike non va sottovaluto, sebbene le velocitร siano ridotte e quindi รจ maggiore la possibilitร di evitare l’impatto e minore il danno procurato dallo stesso. A tal proposito penso sia significativo riportare un’esperienza personale vissuta ai comandi di un Cessna C-152 dell’Aeroclub di Roma.ย Ero nel circuito di traffico dell’aeroporto dell’Urbe,ย al di sotto deiย 1.000 piediย al termine del tratto sottovento dellaย pista 34ย quando all’improvvisoย vidi un uccello di grosse dimensioniย sfilareย velocemente sotto il mio velivolo.ย Malgrado volassi a velocitร molto piรน bassa rispetto ad un Tornadoย o ad un AMX,ย vidi ilย pennuto solo all’ultimo, come un lampo,ย e qualora si fosse trovato alla mia stessa quota, non avrei potuto far nulla per evitarlo.

